Stress da rientro e da lavoro da casa? Soluzioni nel coworking

Emanciparsi da un luogo fisico di lavoro sta diventando una scelta di tanti lavoratori, specie dopo il rientro dalle ferie. Stress da rientro e da lavoro da casa? C’è chi guarda al coworking con occhi interessati.

Ha un nome, PVS, Post Vacation Syndrome. È la sindrome da rientro dalle vacanze. Qualche giorno di riflessione sotto l’ombrellone può averci fatto meditare sul nostro rapporto fra lavoro e vita privata. Così, di fronte alla prospettiva di un ritorno alla vecchia routine lavorativa, sempre più persone accusano stress più o meno marcati.

Un recente report di Microsoft afferma che negli Stati Uniti il 40% delle persone sta pensando di dimettersi dal lavoro attuale entro l’anno. E great resignation è il termine coniato da Anthony Klotz, professore di Management alla Mays Business School del Texas, per definire l’aumento delle dimissioni in atto negli Usa.

Il bisogno di flessibilità e indipendenza emerge chiaro non solo nella dinamica lavoro dipendente / lavoro autonomo, ma anche tra tutti coloro che devono fronteggiare il rapporto lavoro in ufficio / lavoro in smart working.

Il rischio burnout non è infatti solo quello delineato dal rapporto Microsoft per chi vede manifestarsi l’assurdità di una vita vissuta in un ufficio dove dietro al sorriso affabile dell’efficienza, si cela (neanche troppo spesso) la logica spietata del tutti contro tutti, ma anche quello del burnout da lavoro da casa.

Chi ha avuto modo di dover lavorare tra le proprie quattro mura, sa quanto sia difficile concentrarsi tra figli e lavatrici, così come – e questo è il rischio maggiore – di non separare più nettamente il lavoro dalla vita privata, l’assenza di limiti ben definiti, che invece sono presenti in una situazione in cui si esce di casa per andare al lavoro. Il rischio concreto è quello di un never-ending working.

Per mettersi al riparo da questi rischi, il rientro dalle ferie dovrebbe quindi far nascere la necessità di ricontrattare con la propria azienda un nuovo rapporto lavoro da ufficio / smart working, prendendo in considerazione l’opportunità di lavorare esternamente col proprio posto di lavoro a seconda delle necessità o delle preferenze: casa, internet cafè, coworking.

Su Milano sono tante le scelte in questo senso e Work&Co rappresenta una soluzione per chi vuole restare nella zona Est, a Segrate per la precisione, lungo la via Cassanese e vicino alla Tangenziale Est, a pochi minuti dall’aeroporto di Linate e vicino a importanti centri commerciali per poter riorganizzare il proprio tempo e dire basta, per quanto possibile, allo stress da commuting legato al sempre maggiore traffico sulle nostre strade.

Se quindi anche tu credi che il tuo attuale ambiente di lavoro sia tossico per il tuo benessere, se stai dando importanza alla qualità della vita e del tuo tempo, fai le tue considerazioni e valuta di affittare una postazione o una sala tecnologicamente attrezzata da cui svolgere il tuo lavoro in maniera serena e autonoma in un coworking, riducendo così lo stress da rientro o quello da burnout da lavoro da casa.

Nel coworking del benessere, concediti un massaggio!

Un vero coworking del benessere, per chi lavora e vuole mantenersi in forma fisica e mentale. Dotato di spazi diversificati che sanno trasformarsi in ambienti riservati, Work&Co ospita attività terapeutiche, corsi di pilates, yoga e massaggi.

Per tanti professionisti della salute e del benessere, il coworking con sede a Segrate si configura infatti come una soluzione ottimale per svolgere i propri servizi in autonomia,  ambienti ideali e assoluta privacy.

Affittare uno studio in Work&Co permette infatti al professionista di ricevere i propri clienti in un ambiente elegante, pulito, riservato e modernamente attrezzato. Miglioramento del servizio, contenimento dei costi e ottimizzazione dei tempi di lavoro.

Uno degli ultimi servizi legati al benessere ad essere ospitato con regolarità da Work&Co è il massaggio, e in particolare in questa stagione, il massaggio linfodrenante, meglio conosciuto come drenante metodo Vodder. Di che cosa si tratta? Lo abbiamo chiesto direttamente ad Ester Adami, che da tempo utilizza uno studio a Work&Co per il suo lavoro.

I benefici del massaggio linfodrenante sono molteplici. Il principale è riattivare la circolazione della linfa, ma anche combattere cellulite, acne e ustioni. Conosciuto anche come drenante metodo Vodder, questo tipo di massaggio riattiva appunto il fluido corporeo che porta con sé numerose sostanze tra cui acqua, grassi, proteine e molto altro.

Come ti sei avvicinata a questa pratica?

Da sempre sono appassionata di cultura orientale, un po’ per curiosità e un po’ per tradizione familiare. Ho scoperto prima lo Hatha Yoga per poi passare al pilates, ma allo stesso tempo ho intrapreso il percorso di massaggiatrice olistica, prediligendo il massaggio sportivo.

Sei sportiva?

Lo sport è sempre stato fondamentale nella mia vita, non a caso da ormai 12 anni, lavoro in un negozio di articoli sportivi. Ritengo un privilegio poter mettere a disposizione degli altri l’esperienza di atleta, d’insegnante di pilates e le competenze di massaggiatrice acquisite durante gli studi con il metodo Diabasi®️.

Vediamo quando sei qui in Work&co a Segrate che in primavera aumentano le clienti donne. Il massaggio serve anche per la fatidica ‘prova costume’?

Un po’ di sana vanità non è una colpa. Sentirsi bene con se stessi passa anche dalla capacità di prendersi cura del proprio corpo. Succede che, stressati dai tanti impegni quotidiani, rimandiamo gli impegni e arriva maggio e cominciamo a correre per trovare rimedi ai chili di troppo, alle smagliature e, soprattutto, agli odiati segni della cellulite.

Basta il massaggio per recuperare la forma?

In realtà ogni giorno bisognerebbe dedicare un piccolo spazio al proprio benessere fisico attraverso abitudini alimentari equilibrate e la giusta dose di attività fisica. Detto questo, certamente il massaggio, soprattutto dopo un periodo di trascuratezza, può aiutare a sentirsi subito meglio, più leggere ed energiche. Il linfodrenaggio infatti, riattivando la circolazione della linfa, quel fluido corporeo che porta con sé numerose sostanze tra cui acqua, grassi, proteine e molto altro, aiuta a combattere la cellulite e purificare la pelle, regalandoci subito una piacevole sensazione di benessere. Inoltre, agendo direttamente sul sistema immunitario, stimola la produzione di anticorpi.

Work&Co è dunque sempre più un riferimento per tanti professionisti del benessere che lavorano a Milano, ospitando presentazioni, laboratori esperienziali, corsi legati all’alimentazione, alla nostra forma corporea e non solo, mettendo a disposizione spazi adeguati per poter anche svolgere la professione e incontrare clienti che hanno necessità di concedersi, nel caso del massaggio linfodrenante di Ester Adami, un momento di attenzione e cura al nostro corpo.

Conciliare vita privata e lavoro. Il coworking aiuta

Conciliare vita privata e lavoro, trovare un sano equilibrio tra vita e privata e lavoro. Si tratta di una questione aperta e discussa da moltissimi anni. Il coworking rappresenta una soluzione in questo senso? In assoluto no, poiché questo equilibrio va ricercato e perseguito giorno dopo giorno. Tuttavia un ambiente stimolante può contribuire in maniera importante a raggiungere questo traguardo.

Parlare di conciliazione vita lavoro in generale richiederebbe un ragionamento più ampio su cosa sia diventato oggi il lavoro e la nostra vita, dibattendo tra interessi economici e sociali, tra società e politica, spingendoci a riflettere in maniera più approfondita sulla mobilità e plasmabilità dei rispettivi confini. Ragionare di cosa vogliamo fare del nostro tempo e delle nostre relazioni.

L’esigenza per molti è di ristabilire, ridisegnare un corretto equilibrio dei propri impegni, favorendo la corretta partecipazione al mercato del lavoro e dando per scontata la redistribuzione paritaria nelle incombenze familiari.

Donne, mamme e genitorialità

A partire dalle donne soprattutto. Già, perché è con l’emancipazione femminile che ci si comincia realmente a porre la questione della conciliazione tra vita privata e lavoro. E questa evoluzione, questa affermazione del modello dual career ha progressivamente aperto spazi per una messa a fuoco del tema che ha finito per coinvolgere anche l’uomo.

Tanto è vero che oggi si pensa, si parla e si agisce sempre più in termini di genitorialità, sostenendo così un cambiamento culturale in famiglia e più in generale nella società. Tema che il mondo imprenditoriale – nelle sue manifestazioni più virtuose – ha dimostrato di saper cogliere mettendo a punto col tempo diversi strumenti di ‘conciliazione’ fra cui part-time, telelavoro, job sharing, banca delle ore eccetera.

Work life balance

Oggi il termine più associato alla ricerca di conciliare vita privata e lavoro è quello di “work life balance”, un inglesismo che incarna il rapporto quotidiano, l’equilibrio tra le priorità connesse alla vita personale e professionale.

Un tema che gli anni della pandemia hanno contribuito a mettere ulteriormente di attualità, assieme al processo di trasformazione degli uffici tradizionali, al mercato del lavoro trasformato dalle necessità/opportunità offerte dalla telepresenza.

Il modello che si è venuto affermando tra le aziende più innovative si caratterizza infatti da un approccio ibrido e diffuso, con un headquarter centrale e tanti uffici satelliti periferici per accorciare i tempi di spostamento e la distanza percorsa dai dipendenti per recarsi ‘al lavoro’, senza obbligare necessariamente a lavorare da casa.

Flessibilità e coworking

Le strutture che in questo senso rendono possibile questo modello sono i coworking e gli spazi di lavoro condivisi, che offrono flessibilità e agilità nel lavoro. Ne parlano anche Emilia Palladino e Monica Ruffa nel loro libro “Il lavoro su misura: I coworking space e la conciliazione lavoro-famiglia”.

Il coworking space (ovvero l’affitto di scrivanie e spazi appositamente attrezzati per il lavoro professionale), sembra secondo la tesi del libro – avere una certa incisività nell’agevolare le dinamiche della conciliazione.

Specie per chi si trova a vivere e lavorare dentro o attorno a una metropoli moderna come Milano. E una soluzione per chi cerca un coworking su Milano è sicuramente Work&Co. a Segrate. Un ambiente pensato per chi ha bisogno di lavorare in modo flessibile e innovativo, in modalità residente o anche solo per un’esigenza di poche ore.

Per chi è chiamato ad essere flessibile e per chi è alla ricerca del proprio work life balance il coworking potrebbe rappresentare una soluzione percorribile per chi ha cerca di passare meno tempo nel traffico, per chi ha voglia di fare network, per chi cerca ispirazione, collaborazione e nuove opportunità.

Con la consapevolezza che un coworking non è e non sarà mai la soluzione definitiva per chi sente le proprie giornate scorrere sempre troppo in fretta senza avere mai il tempo per fare ciò che si desidera.

L’equilibrio vita-lavoro va infatti costruito giorno per giorno cercando di mettere a fuoco cosa ciascuno di noi intenda con equilibrio (online e offline), quali siano le cose veramente importanti nella nostra giornata e quali quelle superflue.

Se riteniamo utile interpretare la flessibilità in maniera virtuosa, se crediamo che perseguire un clima lavorativo sereno e stimolante ci aiuti nel trovare equilibrio, allora provare l’esperienza di un coworking potrebbe essere una scelta decisiva.

Forse i pezzi della nostra vita non andranno insieme d’un tratto come per magia, ma avremmo fatto un passo verso la ricerca del nostro equilibrio.

Coworking vs ufficio tradizionale

Affittare un ufficio o lavorare in coworking? Per molti si tratta di una scelta che va ponderata bene, mettendo sul piatto della bilancia pro e contro.

Fra gli aspetti positivi dell’affitto di un ufficio tutto per noi c’è chiaramente quello di poter essere ‘padroni’ in casa propria (si fa per dire, visto che stiamo considerando un affitto, e non un acquisto).

Milano è certamente la città per eccellenza laboriosa e che non si ferma mai. Affittare un ufficio in città potrebbe apparire come una scelta opportuna, ma c’è da fare i conti con diversi parametri. Quello del prezzo innanzitutto.

In una città come Milano i costi di gestione e affitto di un ufficio sono spesso molto onerosi e in alcuni casi addirittura proibitivi.

Secondo la piattaforma mercato-immobliare.info che analizza i prezzi degli uffici e non solo, a Milano, su un totale di 55.128 annunci tra tutte le categorie, a marzo 2022 quelli relativi a uffici sono circa 14.355.

Secondo Caasa, Il prezzo mensile al metro quadro di un ufficio in affitto, a Marzo 2022, è mediamente di 23 €/m² mese. Circa l’85% in più rispetto alla media regionale.

Ipotizzando un 60mq, la nostra spesa mensile per un ufficio su Milano si aggirerebbe sui 1.400 € mensili.

 

Coworking, per molti una scelta ragionata

L’inaccessibilità di questi costi, specie per chi sta avviando ora una nuova attività o necessita di uno spazio a breve termine che non comporti spese eccessive in attesa di scelte future, stanno orientando molti professionisti verso uno spazio di coworking come alternativa al lavoro in ufficio o da casa.

Quella del coworking a Milano è una scelta considerata soprattutto da liberi professionisti, freelance e startup che hanno bisogno di uno spazio di lavoro già arredato con una formula temporanea ed economica.

Non solo, parliamo anche delle tante di piccole e micro imprese che devono cercare un nuovo ufficio più piccolo a seguito di un ridimensionamento aziendale, o, al contrario, uno spazio di lavoro temporaneo per rendere immediatamente operativo un nuovo reparto, in attesa di adeguare le strutture aziendali.

Gli spazi di Work&Co a Segrate, alle porte di Milano, rappresentano una soluzione flessibile, pensata appositamente per mettere a disposizione spazi e servizi necessari per lavorare in tutta comodità e sicurezza, senza bisogno di spendere un capitale o di impegnarsi a lungo termine.

 

Ogni euro risparmiato è un euro guadagnato

L’affitto di uno spazio all’interno di un coworking richiede una spesa mensile molto più contenuta rispetto a un ufficio tradizionale. Ciò perché alla base del coworking c’è la scelta di condividere spazi, strumenti e tecnologie che permette da un lato di rendere più sostenibili i costi e dall’altro di adottare una cultura aziendale che sposi uno stile di lavoro innovativo e che incentivi l’interazione e il fare rete.

Lo spazio di coworking di Work&Co è stato pensato per creare un’atmosfera ispirazionale che avvolga le persone durante le ore di lavoro.

Uno spazio appena fuori Milano che non costringe a difficili spostamenti nella rete urbana della città e che offre tutti i comfort a chi cerca un luogo per lavorare e accogliere clienti in maniera saltuaria o continuativa.

Chi sceglie Work&Co a Segrate (Milano) entra a far parte di una rete di professionisti e creativi che si fonda sul valore della condivisione di esperienze, idee e conoscenze.

E tu che scelta di ufficio hai fatto?

 

 

Coworking. Ispirazione, collaborazione, opportunità

Non è facile essere ispirati quando si lavora in un contesto lavorativo poco stimolante.

Il coworking rappresenta un’occasione di ispirazione, collaborazione e opportunità per chi lavora, specie in ambito creativo.

In pochi anni il coworking si è imposto come spazio di lavoro innovativo e ha cambiato le abitudini di molte persone. Da una parte ha risposto alle esigenze crescenti di flessibilità; dall’altra ha facilitato la creatività e l’innovazione tanto ricercate da aziende e territori.

La possibilità di esercitare la nostra creatività è sicuramente influenzata dallo stato d’animo con cui affrontiamo la giornata lavorativa, ma anche da una serie di fattori quali l’arredamento dell’ufficio e i colleghi che ci circondano.

“Il grande compositore non si mette al lavoro perché gli è venuta l’ispirazione, ma gli viene l’ispirazione perché è al lavoro.” Ernest Newman

Nel 2015, ricerche della società Bain & Company hanno evidenziato che ispirazione e produttività sono altamente correlate.

Poichè l’ispirazione non sempre nasce spontaneamente e l’ambiente in cui lavoriamo ha una grossa influenza su di noi, è importante scegliere con accuratezza lo spazio in cui lavorare. Un coworking qualificato è sicuramente un luogo adatto a favorire l’ispirazione ed attivare collaborazioni.

In un coworking si trovano infatti lavoratori e professionisti di diversi settori e con differenti background, che possono essere fonte di ispirazione reciproca per nuove idee.

Zone aperte, spazi intermedi, nicchie o angoli caffè sono occasioni per scambiare chiacchiere che possono trasformarsi in riunioni estemporanee ed occasioni inaspettate di collaborazioni e di business.

Un’ulteriore dimostrazione che il luogo influenza e determina le prestazioni professionali, soprattutto se si adottano le dinamiche tipiche dei coworking: avere fiducia ed essere aperti mentalmente.

Un ambiente di lavoro creativo infatti:

· stimola lo spirito di squadra e il pensiero e l’azione trasversali
· favorisce la comunicazione, il dialogo e il confronto
· stimola l’ispirazione
· agevola il superamento di schemi di pensiero per compartimenti stagni
· stimola in maniera continuativa la collaborazione e il «pensare in team»
· crea i presupposti per una maggiore apertura mentale

Lavorare in un coworking significa quindi fare un passo verso nuove opportunità offerte da un contesto capace di ispirarci e stimolarci a essere collaborativi e aperti al confronto.

Avere il mood giusto per affrontare i cambiamenti, essere ricettivi, curiosi e lasciarsi ispirare dagli eventi sono tutte azioni che dipendono solo da noi stessi e dal nostro modo di vivere la vita.

Siamo pronti a farlo?

Coworking per mettere in moto il valore della condivisione

Il coworking come modo per mettere in moto i vantaggi del condividere idee e stimolare le relazioni fra le persone. Questo è uno solo degli aspetti positivi del coworking, un luogo in cui molte persone con tante professionalità differenti condividono lo spazio, le opportunità di lavoro, oltre che le passioni e i momenti della vita professionale e personale durante la giornata lavorativa.

Perché gli uffici e il modo di lavorare stanno cambiando da anni ed è per questo che la modalità lavorativa del coworking si sta sviluppando e diffondendo.

Il coworking è infatti molto di più di uno spazio di lavoro e servizi in comune come connessione WI-FI, riscaldamento, pulizie, elettricità… è condivisione!

Coworking è uscire di casa e confrontarsi con gli altri, coltivare collaborazioni, confronti, è fare rete.

Gli spazi di coworking di Work&Co. a Segrate (Milano) si prestano perfettamente a tutto questo; sono ambienti collaborativi e stimolanti, ideali per chi ha fatto dello smart working il suo credo e ha scelto di condividere questa esperienza con altre persone, aziende, start-up e professionisti.

Un coworking intercetta infatti i processi di trasformazione del modo di vivere e lavorare in atto nella nostra società che orientano verso la condivisione di risorse e di esperienze.

Nell’area di Milano diventa oltremodo strategica la soluzione di trovare un coworking che sia un luogo di aggregazione per professionisti, freelance, nomad workers, startuppers e studenti milanesi e non solo, che entrano in contatto e si confrontano apportando punti di vista innovativi contribuendo alla crescita di molti progetti in luoghi accoglienti ed attrezzati.

Se volete provare a sviluppare l’attitudine alla condivisione che è in voi, passateci a trovare a Segrate. Date un’occhiata ai nostri spazi e scegliete il posto che fa più al caso vostro.

L’ambiente di lavoro: scopri come rinnovarlo

Scopri come rinnovare un ambiente di lavoro.

L’ufficio è uno dei luoghi in cui tutti trascorriamo gran parte della giornata e merita quindi cura e attenzione ai dettagli. Ma come rinnovare il proprio spazio di lavoro? Ecco tre suggerimenti:

  1. Rinfresca le pareti scegliendo dei colori adatti agli spazi

Alcuni fattori ambientali (come l’illuminazione e il colore) possono influenzare l’efficienza del lavoro delle persone. Riorganizza e introduci cambiamenti nello spazio di lavoro, darai così movimento e vitalità e fornirai nuova energia per lo spazio e le persone. Il miglioramento del benessere aumenta anche la produttività! Ecco perché è importante realizzare uno spazio di lavoro confortevole. Crea uno spazio piacevole, scegli i colori adatti agli spazi, ottimizza lo spazio e rendi il luogo di lavoro un luogo piacevole in cui trascorrere il tempo. La scelta del colore influisce sull’aspetto psicologico: colori come il blu e il verde aumentano l’attenzione, mentre colori come il giallo e il rosso aumentano l’energia.

  1. Migliora l’organizzazione degli spazi

Modifica l’organizzazione dello spazio e arredalo con stile, in questo modo migliorerà l’umore e aumenterà l’efficienza. L’ambiente di lavoro moderno incoraggia sempre più la collaborazione e la comunicazione tra le persone: il coworking è una soluzione vincente! All’interno di uno spazio condiviso esistono molte possibilità per creare un angolo silenzioso e isolato dal resto dell’ufficio: puoi installare pareti speciali per ufficio, pareti divisorie in vetro, mobili e fonoassorbenti.

  1. Crea ambienti luminosi e aggiungi un tocco di natura

Se vuoi ottenere benefici e migliorare l’umore dell’ambiente di lavoro, sfrutta il più possibile la luce naturale: in questo modo ridurrai lo stress e il consumo energetico. Aggiungi un tocco di natura negli uffici, arredando gli spazi con delle piante. Le piante se opportunamente collocate negli spazi dell’ufficio, creano un ambiente invitante e danno aria fresca. Inoltre, diversi studi mostrano che un contatto con la natura in ufficio migliora la creatività e l’efficienza di chi ci lavora.

Smart Working e New Normal: cosa desiderano le persone

Smart Working e New Normal: cosa desiderano le persone.

Per definizione, il lavoro agile o intelligente non prevede limiti di tempo e spazio. Ma per molti milanesi e lombardi lavorare da remoto coincide con il lavorare da casa, una specie di semplice telelavoro.

Tuttavia, nonostante le difficoltà incontrate, in generale lo Smart Working è stato molto apprezzato dai dipendenti che, come dimostrano i sondaggi realizzati da alcune aziende negli ultimi mesi, sperano di avere la possibilità di lavorare da remoto anche dopo la pandemia. “Le persone si sono abituate a lavorare in modalità agile e i sondaggi svolti durante il blocco ha confermato la loro soddisfazione”. È stato dimostrato che lavorare in Smart Working permette di risparmiare il tempo sugli spostamenti e di guadagnare di più.

Ma cosa accadrà dopo la pandemia?

Se per alcune aziende il framework è già definito, conviene considerare il lavoro agile come uno strumento di lavoro fondamentale, ormai indispensabile e quindi da mettere in relazione ai tempi pre-covid. Il modello che diventerà dominante sarebbe quello che viene chiamato il “new normal”, un mix di lavoro a distanza, che tenderà ad essere tra due o tre giorni per settimana e in presenza.

Alcune persone hanno espresso la necessità di lavorare 2-3 giorni in ufficio e 2-3 giorni a casa, ovvero un “half and half”. Durante le giornate di lavoro agile, i lavoratori stessi potranno svolgere la loro attività dove preferiscono. A questo punto perché non pensare a soluzioni innovative? Fare in modo che gli spazi di lavoro vengano ridimensionati e riadattati alle nuove esigenze delle società e dei lavoratori, potrebbe essere una soluzione ideale.

Al momento in Work & Co stiamo effettuando lavori di aggiornamento e ammodernamento: cogliamo l’occasione per rivedere gli spazi della nostra sede.

Stiamo considerando un’evoluzione del modo di lavorare che combina presenza fisica e virtuale. È chiaro che il lavoro agile sarà apprezzato anche in futuro: lavorare in Smart Working sarà molto più comune anche dopo la pandemia. Desideriamo quindi favorire la combinazione di un modello di lavoro flessibile e di una sede fisica che riaffermi la sua rilevanza per la vita professionale e personale di tutti coloro che ci scelgono.

Work & Co favorisce l’aggregazione tra aziende diverse, coltiva il senso di appartenenza tra i propri coworkers e stimola la progettazione di soluzioni innovative insieme ai propri clienti. L’obiettivo è valorizzare i momenti in ufficio come momenti di socializzazione per garantire la coesione, il coinvolgimento ei processi di creatività e formazione.

Milano e provincia: cresce il coworking della porta accanto

Durante l’ultimo periodo l’ufficio si è avvicinato a casa e ha assunto un significato diverso sia in termini di spazio che di luogo. Le difficoltà sugli spostamenti hanno portato le persone a preferire il lavoro da casa, ma nella maggior parte dei casi l’appartamento non si è rivelato la soluzione ideale per lavorare.

Oltre al problema creato dal confine sempre più labile tra vita professionale e personale, molte famiglie hanno dovuto affrontare anche la gestione di bambini e ragazzi in Dad. Alcune aziende hanno cercato di facilitare i dipendenti fornendo orari flessibili e prestando particolare attenzione ai genitori.

Dotato di spazi condivisi, il coworking soddisfa esigenze diverse: da una parte, il coworking è un luogo ideale per socializzare, dall’altra le persone si sentono più sicure perché evitano i viaggi a lunga distanza con i mezzi pubblici. Pertanto, dal punto di vista ambientale, lo Smart Working ha meno impatto sulla città, che ci guadagna in termini di traffico, inquinamento e sostenibilità. Il coworking vicino a casa è una soluzione sicuramente più funzionale rispetto all’home working.

Questa pandemia ha rimodellato l’ambiente geografico del lavoro in una direzione che è persistente piuttosto che transitoria. Ad oggi, infatti, i coworking a Milano e provincia sono più di 120: tre su dieci hanno ricevuto richieste provenienti dal proprio quartiere e tra i coworker non ci sono solo freelance, ma anche dipendenti di aziende che permettono di lavorare da remoto. Il lavoro a distanza, che durante il primo lockdown ha suscitato molte perplessità, man mano che la città torna ad aprirsi, viene percepito come un’opportunità preziosa. Infatti lo Smart Working consente alle persone di risparmiare sul commuting, di ricavare tempo per sé stesse, sia in termini di benessere che di svago e rivalutare i quartieri di residenza anche come luoghi di socialità.

 

Smart Working: cosa succederà dopo la pandemia?

Nell’ultimo anno la pandemia e lo smart working hanno trasformato, forse per sempre, la modalità di lavoro di molte persone. La domanda che spesso sorge è: una volta sconfitto il virus, come si tornerà a lavorare? Cosa succederà dopo la pandemia?

Il periodo post-pandemia sarà un periodo di nuova normalità che avrà alcune caratteristiche del passato pre-covid e altri modelli adottati nella fase di emergenza. In molte aziende lo scoppio della crisi sanitaria ha semplicemente accelerato i processi già in atto.

Alcune aziende, in poco tempo, hanno permesso a migliaia di dipendenti di lavorare da casa. Questo è stato possibile solo attraverso l’utilizzo di un’ampia gamma di mezzi tecnologici. Tuttavia, molte persone ben presto si sono rese conto che, in assenza di adeguate misure preventive, lo smart working poteva eliminare il confine tra vita lavorativa e vita personale.

È stato necessario pensare e creare in casa uno spazio dedicato al lavoro, sfruttare appieno i nuovi strumenti di lavoro, pianificare gli impegni e organizzarsi al meglio per distinguere l’orario lavorativo dal tempo libero.

La modalità di lavoro in smart working è stata molto apprezzata da tanti dipendenti, che vorrebbero poter continuare a lavorare così anche dopo la pandemia. Tuttavia la soluzione preferita non sarebbe lavorare da remoto a tempo pieno, ma una modalità ibrida: il 60% dell’attività verrebbe svolta in ufficio e il restante 40% da casa o da altri luoghi, o viceversa.

Ma cosa succederà dopo la pandemia? Alcune aziende che considerano lo smart working uno strumento di lavoro fondamentale e ormai indispensabile, opteranno per una soluzione ibrida che permetta il giusto bilanciamento tra lavoro da remoto e presenza in ufficio, ma nascerà l’esigenza di altri spazi, perché lo smart working, come è stato evidenziato molte volte, non può coincidere solo con lo home working. Smart working infatti è molto di più, è un nuovo modo d’intendere il lavoro, che a fronte di una maggiore responsabilità nei confronti del proprio lavoro offre molta più flessibilità e libertà nell’organizzazione dello stesso, in termini di orari e luoghi.

Essere in smart non significa stare confinati a casa, ma aprirsi a nuove esperienze e possibilità. Il coworking è una risposta molto interessante a questa esigenza del futuro: una soluzione flessibile che consente di scegliere un posto comodo dal punto di vista logistico, che quindi permette una buona conciliazione fra lavoro e impegni personali, che allo stesso tempo offre la possibilità di socializzazione per assicurare coesione, coinvolgimento e per stimolare i processi di creatività e formazione.

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