Smart working. “Work is where an office is”

Cambia il modo di lavorare in un coworking può rappresentare una soluzione, anche in casi di emergenza, per adattarsi a un sistema in evoluzione e sempre più flessibile

“Home is where the heart is”, cantava Elvis descrivendo che ‘casa’ è ovunque ci sia amore. E riguardo al lavoro, cosa potremmo dire oggi nel 2020? Probabilmente qualcosa come “Work is where an office is”?

Smart working, extended enterprise e modern workplace sono infatti le parole chiave che si stanno imponendo nel mondo del lavoro. E proprio l’incubo coronavirus di queste settimane fa scoprire anche alle aziende italiane i numerosi vantaggi dello smart working.

 

Ma in sostanza cosa si intende per smart working?

Si tratta – secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – di una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali.

Lavoratore e datore di lavoro si accordano insomma su una modalità che aiuti il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

 

Il concetto fluido dell’ufficio. Casa vs Coworking

In tempi in cui dunque il lavoratore diventa un attore collaborativo e sempre connesso, fino a diventare un imprenditore di se stesso, le barriere di spazio e di tempo si abbattono e l’ufficio diventa un concetto fluido che le persone possono plasmare in base alle proprie esigenze.

In questo scenario alcuni provano a far spazio in casa fra il bucato da stirare e la dispensa; altri scelgono invece di uscire dalle proprie quattro mura trovando sempre più interessante la soluzione del coworking.

Come la casa, il coworking offre la possibilità al lavoratore di agire da remoto e conciliare le esigenze personali con il proprio lavoro, ma offre in più quei vantaggi che non si hanno lavorando fra le mura domestiche: socializzazione, scambio di esperienze e competenze, ambiente idoneo e dedicato.

 

Riassumendo

Smart working è lavorare da remoto, una opzione sempre più adottata e che una emergenza sanitaria ha reso improvvisamente più nitida, possibile, strategica.

Un’alternativa alla propria abitazione è quindi sicuramente il coworking, che intercetta questa nuova esigenza ponendosi come un’opportunità per il lavoratore di incrementare le relazioni e le sinergie, di colmare le proprie lacune e di trovare soluzioni condivise con esperti a portata di mano.